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Quest'opera è un diario militare e di costume degli anni che vanno dal 1860 al 1870 di Antonio Quaglia, bersagliere piemontese al servizio del Re Galantuomo.
Un personaggio genuino e sincero, tutto sommato evoluto per i suoi tempi che si arruolò e conobbe il mondo al di là del campo, oltre il confine del paese, e ancora più giù verso il mare, che scrive per divertimento definendo lo scrivere <<la più giornaliera occupazione>>.
Antonio Quaglia scrive e ci mette l'anima.
Questo va al di là del suo linguaggio un po' grossolano e della sua visione forse <<primitiva>> del vivere. Di qui il suo giudizio globalizzante sulle genti da lui conosciute: <<Il popolo, la maggior parte sono camuristi>>
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