Soldati di Napoleone

Duecento anni fa moriva in esilio, prigioniero degli Inglesi a Sant'Elena, Napoleone Bonaparte.
Le storie di questo libro parlano di quei volontari o coscritti di leva che erano partiti per la Grande Armée mentre l'astro napoleonico divampa in tutta Europa.
Pochi ex nobili locali e tanti figli del popolo appresero che con il merito, e non solo sui campi di battaglia , si entrava in quell'ascensore sociale che avrebbe fatto la differenza. Le vecchie regole volte a proteggere clero e nobiltà erano infrante sotto gli stivali delle truppa che marciavano incessantemente dalla Spagna alla Russia.
Erano partiti in migliaia dalla Valle d'Aosta, dal Canavese, dal Biellese e dal Vercellese perché erano diventati cittadini della Repubblica francese, dei dipartimenti della Dora e dalla Sesia. Una piccola parte di loro, con le loro azioni di coraggio e valore, entrò a pieno titolo nell'élite creata da Napoleone, l'ordine cavalleresco istituito il 19 maggio 1802: la Legione d'Onore. Veniva concessa, esclusivamente sulla base di merito e valore personale, a chiunque: fu la prima volta per la gente comune, le donne, gli stranieri e gli appartenenti di qualsiasi religione.
Incrociando le storie dei nostri Paesi con i bollettini della Legion e con dati online degli archivi francesi, ne è uscito il racconto delle storie di quei ragazzi e di quegli uomini ormai dimenticati che fecero parte dell'élite napoleonica. L'élite di una nuova Europa immaginata e delineata con il cannone e la spada.

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